MANOVRA 2027
Manovra 2027: flat tax al centro del dibattito
La Legge di Bilancio 2027 è ancora in fase di definizione, ma già emergono proposte che puntano a potenziare le forme di tassazione sostitutiva, più semplici e con aliquote più basse rispetto all’IRPEF tradizionale.
1. Tassazione agevolata per gli aumenti salariali dei giovani
Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha suggerito l’estensione della tassazione sostitutiva ai rialzi di stipendio destinati ai lavoratori sotto una certa età. L’obiettivo è duplice: sostenere il potere d’acquisto delle nuove generazioni e favorire una maggiore stabilità economica in una fase della vita in cui si prendono decisioni importanti, come l’autonomia personale o la formazione di una famiglia.
Al momento non sono ancora definiti i criteri di accesso – età limite, entità massima dell’aumento ammissibile e aliquota sostitutiva – ma l’idea è quella di ridurre il carico fiscale sulla parte di retribuzione aggiuntiva.
2. Cedolare secca per le locazioni di immobili commerciali
Un’altra ipotesi riguarda il ritorno della cedolare secca anche per i negozi. Il Viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha indicato la possibilità di reintrodurre il regime agevolato, magari limitandolo a categorie specifiche di immobili (ad esempio, superficie fino a 600 m², classe catastale C/1, proprietari persone fisiche).
Nel 2019 era stata prevista una cedolare secca al 21 % per queste locazioni, ma la misura non è stata prorogata. La nuova manovra potrebbe rappresentare l’occasione per una nuova attivazione, sempre previa individuazione delle risorse necessarie.
3. Forfettari: innalzamento della soglia a € 100.000
Il terzo pilastro delle proposte riguarda il regime forfettario. Si valuta di aumentare il limite di ricavi/compensi da € 85.000 a € 100.000, permettendo a più professionisti e imprese individuali di mantenere la tassazione agevolata anche con fatturati più elevati.
Tuttavia, la questione è più complessa a causa delle recenti regole europee sull’IVA, entrate in vigore nel 2025 e recepite nel decreto legislativo n. 180/2024, che fissano il tetto a € 85.000. Un eventuale innalzamento richiederebbe quindi anche un adeguamento della normativa dell’Unione Europea.
Prospettive e sfide
L’introduzione di queste misure dipenderà dalla disponibilità di coperture finanziarie adeguate e, per alcune di esse, dalla compatibilità con la normativa europea. Se approvate, le proposte potrebbero rappresentare un importante passo verso una fiscalità più snella e orientata a incentivare la crescita economica e l’occupazione giovanile.
Le informazioni indicate, sono puramente indicative e restiamo a disposizione per ultieriori informazioni o chiarimenti
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