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POS e corrispettivi: niente sanzioni per discrepanze entro il 5%

```html POS e corrispettivi: niente sanzioni per discrepanze entro il 5% Il Decreto Omnibus, approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026, introduce una significativa novità per gli esercenti: una soglia di tolleranza del 5% per le discrepanze tra i pagamenti elettronici accettati e le operazioni registrate per la trasmissione telematica dei corrispettivi. La norma mira a flessibilizzare il regime sanzionatorio, escludendo l’applicazione di sanzioni pecuniarie e accessorie quando la differenza tra il numero di transazioni elettroniche effettuate e quelle correttamente registrate non supera il 5%. È fondamentale precisare che la percentuale si calcola esclusivamente sul numero delle operazioni, non sul loro valore economico. Cosa cambia per le sanzioni Finora, l’omessa, tardiva o incompleta trasmissione dei dati relativi ai pagamenti elettronici comportava una sanzione di 100 euro per ogni trasmissione, con un massimo di 1.000 euro per trimest...

COMPILAZIONE QUADRO RS FORFETTARI

Forfettari, spese promiscue nel quadro RS: cosa indicare e come calcolare il 50% Il regime forfetario prevede che il reddito imponibile venga determinato applicando un coefficiente di redditività ai compensi percepiti, senza la necessità di dedurre analiticamente i costi. Tuttavia, permane l'obbligo di compilare il prospetto informativo contenuto nei righi da RS371 a RS381 del modello Redditi PF. Questa sezione ha finalità conoscitive e statistiche e richiede l'indicazione di informazioni relative all'attità esercitata, comprese quelle riguardanti le spese sostenute nel periodo d'imposta. Sorgono frequentemente dubbi applicativi da parte degli operatori in regime forfetario, soprattutto in relazione alle "spese promiscue", vale a dire ai costi sostenuti per beni o servizi utilizzati sia nell'attività economica (professionale o imprenditoriale) sia nella sfera privata. I casi emblematici includono l'utilizzo dell'autovettura personale per l...

730/2026: detrazione spese scolastiche fino a 1.000 euro

**Detrazione spese scolastiche: come compilare il modello 730/2026** La detrazione per le spese di frequenza scolastica è un'agevolazione prevista dall'art. 15, comma 1, lettera e-bis), del TUIR, che consente di portare in detrazione il 19% delle spese sostenute per l'istruzione non universitaria. Il limite massimo annuo di spesa detraibile è stato innalzato a 1.000 euro per alunno o studente dal 1° gennaio 2025. **Ambito oggettivo e soggettivo della detrazione** La detrazione spetta sia per le spese di frequenza della scuola secondaria di secondo grado sia per quelle delle scuole dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione del sistema nazionale di istruzione. Rientrano nel perimetro applicativo le spese sostenute per la frequenza delle scuole dell'infanzia, delle scuole primarie e secondarie di primo grado e delle scuole secondarie di secondo grado. Sono escluse le spese sostenute all'estero, in quanto la normativa limita espressamente il beneficio alle sc...

Collegamento RT pos e operazioni miste

Collegamento RT-Pos ed operazioni miste: meglio 2 Pos distinti? Il nuovo obbligo di collegamento tra registratore telematico e pagamenti elettronici ha cambiato la natura del tema del Pos unico promiscuo. Non è più solo una questione organizzativa di cassa, ma un potenziale fattore di rischio fiscale, pur restandone pienamente lecito l'utilizzo. La logica del legislatore è chiara: integrare i dati dei pagamenti elettronici con i dati dei corrispettivi certificati. Il provvedimento direttoriale ha precisato che il collegamento è di tipo logico, avviene tramite il portale Fatture e Corrispettivi e consente il cosiddetto multicollegamento: uno o più POS su uno o più RT, nel rispetto dei vincoli territoriali per i terminali fisici. Tuttavia, la criticità nasce nelle attività miste, quando lo stesso Pos viene usato sia per operazioni soggette a documento commerciale, sia per incassi che non costituiscono corrispettivi dell'esercente. Il Pos non distingue la natura fiscale de...

Bonus mobili 2026

Il Bonus Mobili 2026: Come Funziona e Come Ne Puoi Approfittare Il bonus mobili 2026 è un'agevolazione fiscale che consente ai contribuenti di recuperare il 50% delle spese sostenute per l'acquisto di arredi ed elettrodomestici nuovi destinati a un immobile sottoposto a lavori di ristrutturazione. La detrazione si applica entro il limite complessivo di 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare e può essere recuperata in 10 quote annuali di pari importo tramite la dichiarazione dei redditi. Per poter beneficiare del bonus mobili 2026, è necessario che il contribuente abbia effettivamente avviato lavori di recupero del patrimonio edilizio, come manutenzione straordinaria, ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo. La data di avvio dei lavori deve risultare anteriore a quella in cui vengono comprati mobili ed elettrodomestici. È fondamentale che la sequenza temporale sia rispettata, poiché la detrazione può essere persa se non si apre il cantiere prima di acquista...

Affitti brevi, come funziona per i B&B? Contano gli appartamenti o le camere?

Affitti brevi e B&B: come funziona? Per i B&B si applicano le regole degli affitti brevi? Il conteggio degli immobili si considera il numero delle camere oppure quello delle unità immobiliari? È importante capire che i B&B non sono locazioni brevi e, pertanto, sono esclusi dalle valutazioni in oggetto. La locazione breve, per norma, è una locazione di unità abitativa (entro 30 giorni) con eventuali servizi tipizzati ma sempre dentro il perimetro dell’articolo 4 del decreto legge 50/2017. In particolare, la locazione breve può avere ad oggetto, unitamente alla messa a disposizione dell’immobile abitativo, la fornitura di biancheria e la pulizia dei locali, nonché altri servizi come, ad esempio, la fornitura di utenze, wi-fi, aria condizionata, che risultano strettamente connessi all’immobile, incidendo sull’ammontare del canone o del corrispettivo. Il B&B, invece, è una struttura ricettiva: sul piano fiscale, se svolto non abitualmente e senza organizzazione di impr...

CU 2026: tutte le scadenze per l’invio della Certificazione Unica

Certificazione Unica 2026: Scadenze e Obblighi La Certificazione Unica 2026 rappresenta uno degli adempimenti fiscali più rilevanti per i sostituti d'imposta. Il documento certifica i redditi corrisposti nel corso del periodo d'imposta 2025 e deve essere trasmesso all'Agenzia delle Entrate secondo specifiche scadenze stabilite dalla normativa. Il calendario degli invii è stato strutturato con termini differenziati a seconda della tipologia di reddito certificato. L'obiettivo è agevolare la gestione dei flussi informativi da parte dell'Amministrazione finanziaria e consentire una corretta predisposizione delle dichiarazioni dei redditi precompilate. La prima scadenza da tenere presente è quella del 16 marzo 2026, data entro la quale i sostituti d'imposta devono trasmettere per via telematica all'Agenzia delle Entrate le Certificazioni Uniche relative ai redditi che confluiscono nella dichiarazione precompilata. Rientrano in questa categoria i redditi ...