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sponsorizzazioni sportive

Sponsorizzazioni sportive: la Cassazione distingue natura del costo e inerenza Il 24 giugno 2026 la Corte di Cassazione ha chiarito il trattamento fiscale delle sponsorizzazioni sportive, ribadendo che l’eccessiva onerosità di una sponsorizzazione rispetto al ritorno commerciale atteso non basta a trasformare il costo pubblicitario in una spesa di rappresentanza. Se la spesa è diretta a promuovere il marchio, i prodotti o l’attività dell’impresa, la sua natura rimane pubblicitaria anche quando è sproporzionata economicamente. La decisione si inserisce nel contesto dell’articolo 24 del D.Lgs. n. 148/2026, entrato in vigore il 12 agosto 2026, che introduce una disciplina generale dell’accertamento basata sull’antieconomicità. Sebbene la norma non si applichi retroattivamente al caso della Cassazione (riguardante l’anno 2008), pone per il futuro un problema di coordinamento con la presunzione speciale prevista per le sponsorizzazioni sportive. Il caso concreto Un’avviso di accertam...

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Sponsorizzazioni sportive: natura del costo, inerenza e antieconomicità alla luce del nuovo articolo 24 La recente sentenza della Corte di Cassazione n. 21643/2026 (24 giugno 2026) ha chiarito il confine tra costi di pubblicità e spese di rappresentanza nel caso delle sponsorizzazioni sportive. In particolare, la Cassazione ha ribadito che l’eccessiva onerosità di una sponsorizzazione, per sé, non è sufficiente a riclassificare il costo da “pubblicità” a “rappresentanza”. Il ragionamento della Corte si basa sulla distinzione tra qualificazione del costo (pubblicitario o di rappresentanza) e inerenza del costo rispetto all’attività d’impresa. Una sponsorizzazione è, di norma, finalizzata alla promozione del marchio, dei prodotti o dell’attività dello sponsor e, anche se il ritorno economico è indiretto o futuro, la sua natura pubblicitaria non si modifica per la sola sproporzione economica. L’ antieconomicità può essere rilevante, ma non equivale all’assenza di inerenza. ...

resto al sud

Resto al Sud 2.0: opportunità per i giovani del Mezzogiorno Il nuovo bando Resto al Sud 2.0 , gestito da Invitalia, nasce per sostenere l’auto‑impiego dei giovani nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). Il programma è finanziato con 356,4 milioni di euro provenienti dal Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021‑2027. Chi può partecipare : giovani sotto i 35 anni, inoccupati, inattivi, disoccupati (anche beneficiari della Garanzia di occupabilità dei lavoratori – GOL) o “working poor”. Settori ammessi : industria, artigianato, trasformazione agro‑alimentare, pesca e acquacoltura, servizi alle imprese e alle persone, turismo, commercio e attività professionali libere. Sono escluse le attività di produzione primaria. Tipologia di intervento : avvio di nuove iniziative di auto‑impiego (lavoro autonomo, impresa individuale, libera professione, società di vario tipo o cooperativa) che devono esse...

MANOVRA 2027

**Riassunto del testo (15 settembre 2026)** La bozza di Legge di Bilancio 2027 prevede un rafforzamento delle forme di tassazione sostitutiva (flat tax) in tre ambiti: 1. **Agevolazione fiscale sugli aumenti salariali per i giovani** – si studia una tassazione più favorevole per gli incrementi di stipendio dei lavoratori sotto una certa età, per incentivare le imprese a riconoscere salari più alti e sostenere il potere d’acquisto delle nuove generazioni. 2. **Ritorno della cedolare secca per le locazioni commerciali** – potrebbe essere reintrodotta, magari limitata a specifiche categorie di immobili, per favorire i proprietari di negozi e gli affittuari. 3. **Innalzamento della soglia del regime forfettario a € 100 000** – l’attuale limite di € 85 000 verrebbe aumentato, ampliando il numero di partite IVA che possono beneficiare della tassazione agevolata; tuttavia l’intervento richiederebbe adeguamenti anche a livello europeo, a causa delle recenti regole sull’IVA. L’att...

TRF AL FONDO TESORERIA INS NUOVI SOGGETTI

Riassunto La Legge di Bilancio 2026 ha modificato le regole per il versamento del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) al Fondo di Tesoreria INPS. Ora l’obbligo si applica ai datori di lavoro con almeno 50 dipendenti in media, ma la soglia varia nel tempo: 60 addetti nel biennio 2026‑2027, 50 dal 2028 al 2031 e 40 dal 2032 in poi. Il versamento deve avvenire mensilmente entro il 16 del mese successivo, con codici specifici (autorizzazione “1R” e causale “CF05”). L’obbligo persiste anche se la media occupazionale diminuisce. Per i nuovi obbligati è stato concesso un periodo transitorio fino al 16 luglio 2026. Le quote TFR versate al Fondo hanno natura di contribuzione obbligatoria e sono soggette alla normativa previdenziale. Le aziende costituite nel 2025 o che raggiungono le soglie nel 2025 hanno modalità di versamento differenti per le quote pregresse. TFR al Fondo di Tesoreria INPS: chi è obbligato e come procedere Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, l’obbligo d...

assegno unico niente più arretrati

```html Assegno Unico: Scadenze, Rinnovo d'Ufficio e Quote Arretrate Assegno Unico: Scadenze, Rinnovo d'Ufficio e Quote Arretrate Dal 1° marzo 2022, tutti i nuclei familiari con figli a carico (minorenni o maggiorenni fino a 21 anni) hanno diritto a una prestazione mensile erogata dall'INPS, chiamata Assegno unico e universale (AUU) . Il beneficio è riservato a chi esercita la responsabilità genitoriale, indipendentemente dalla condizione lavorativa. Come si fa domanda? La richiesta deve essere inviata telematicamente attraverso il servizio “Assegno unico e universale per i figli a carico” disponibile sul sito dell'INPS. È necessario l’uso di credenziali digitali (SPID, CIE o CNS). In alternativa è possibile chiamare il Contact Center INPS (numero verde 803.164) o rivolgersi ai patronati. Quando decorre l’assegno? L’AUU non ha una scadenza fissa, ma la data di presentazione influisce sulle quote arretrate. Se la domanda viene inviata tra il 1° ma...

bande musicali e concerti in piazza

```html Bande musicali e concerti in piazza: adempimenti fiscali per le associazioni non commerciali Introduzione Le bande musicali e le associazioni che organizzano concerti in spazi pubblici operano prevalentemente come enti del Terzo settore, senza scopo di lucro. Per chi li assiste dal punto di vista fiscale è fondamentale conoscere gli obblighi tributari, gestionali e documentali, così da mantenere la qualifica non commerciale e beneficiare delle agevolazioni previste. 1. Inquadramento giuridico e natura associativa Le bande sono solitamente costituite come associazioni di promozione sociale (APS), enti del Terzo settore o associazioni culturali senza scopo di lucro. Il quadro normativo di riferimento è il Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017) e il Testo Unico delle imposte sui redditi (TUIR). Il primo passo per i consulenti è verificare l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e la coerenza dello statuto con le attività effettiva...