assegno unico niente più arretrati
Assegno Unico: Scadenze, Rinnovo d'Ufficio e Quote Arretrate
Dal 1° marzo 2022, tutti i nuclei familiari con figli a carico (minorenni o maggiorenni fino a 21 anni) hanno diritto a una prestazione mensile erogata dall'INPS, chiamata Assegno unico e universale (AUU). Il beneficio è riservato a chi esercita la responsabilità genitoriale, indipendentemente dalla condizione lavorativa.
Come si fa domanda? La richiesta deve essere inviata telematicamente attraverso il servizio “Assegno unico e universale per i figli a carico” disponibile sul sito dell'INPS. È necessario l’uso di credenziali digitali (SPID, CIE o CNS). In alternativa è possibile chiamare il Contact Center INPS (numero verde 803.164) o rivolgersi ai patronati.
Quando decorre l’assegno? L’AUU non ha una scadenza fissa, ma la data di presentazione influisce sulle quote arretrate. Se la domanda viene inviata tra il 1° marzo e il 30 giugno di un anno, il beneficiario percepisce anche le quote arretrate a partire da marzo dello stesso anno. Per le domande presentate dopo il 30 giugno, l’erogazione inizia dal mese successivo a quello di presentazione e le quote arretrate non sono spettanti.
Nuovi beneficiari a partire dal 1° luglio 2026 – Le domande presentate dopo il 30 giugno 2026 perderanno le quote arretrate calcolate dal 1° marzo 2026. L’assegno inizierà a decorrere dal mese successivo alla presentazione, ma il beneficiario potrà comunque percepire l’intera annualità (1 marzo 2027 – 28 febbraio 2028) a condizione che i requisiti rimangano soddisfatti.
Rinnovo d’ufficio – Dal 1° marzo 2023 l’INPS ha introdotto il rinnovo automatico delle domande già accettate. Chi ha una domanda valida (non decaduta, revocata, rinunciata o respinta) per il periodo marzo‑febbraio può continuare a ricevere il pagamento senza dover inviare una nuova istanza. Il rinnovo è valido per le mensilità successive finché la domanda rimane attiva.
È comunque obbligatorio possedere un ISEE in corso di validità. In assenza di ISEE, l’assegno è erogato con gli importi minimi previsti dalla normativa, senza considerare la reale situazione economico‑patrimoniale della famiglia.
In sintesi, per non perdere le quote arretrate è fondamentale presentare la domanda entro il 30 giugno dell’anno di riferimento; chi beneficia già del sussidio può contare sul rinnovo d’ufficio, ma deve sempre mantenere aggiornato l’ISEE.
Le informazioni indicate, sono puramente indicative e restiamo a disposizione per ultieriori informazioni o chiarimenti
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